Termosifone che perde acqua: cosa fare e quando chiamare l'idraulico
In breve: Se il termosifone perde acqua, individua il punto: valvola, detentore, valvolina di sfiato o corpo del radiatore. Metti una bacinella, chiudi valvola e detentore per isolarlo dal circuito e tampona con un panno. Le guarnizioni e i premistoppa li sistema l'idraulico; se perde il corpo del radiatore, in genere va sostituito.
Da dove gocciola? I quattro punti da guardare
Una pozzetta sotto il termosifone, magari scoperta spostando un mobile o alla prima accensione autunnale. Prima di qualunque mossa, asciuga tutto con un panno e osserva da dove riparte la goccia: la riparazione cambia completamente a seconda del punto.
I candidati sono quattro. La valvola in alto, quella con cui regoli il calore (o la testina termostatica): spesso trasuda dal premistoppa, il piccolo dado sotto la manopola. Il detentore in basso dall'altro lato, il tappo esagonale che serve a isolare il radiatore. La valvolina di sfiato, da cui esce l'aria: se la guarnizione è andata, sputa acqua. E infine il corpo del termosifone stesso: se la goccia nasce tra un elemento e l'altro o da un punto arrugginito, il problema è serio, perché lì non c'è guarnizione da cambiare.
Le mosse immediate per non allagare il parquet
La buona notizia è che un termosifone si può isolare dal resto dell'impianto senza spegnere niente. Ecco cosa fare subito:
- Metti una bacinella o un asciugamano piegato sotto il punto che gocciola, e proteggi il pavimento se è in legno
- Chiudi la valvola in alto ruotandola tutta (con testina termostatica, portala sullo zero o sul simbolo del gelo)
- Chiudi il detentore in basso: togli il cappuccio e ruota la vite interna in senso orario con una chiave a brugola o una pinza, contando i giri che fai
- Annota quanti giri hai chiuso il detentore: alla riapertura andrà rimesso com'era, perché regola l'equilibrio dell'impianto
- Tieni d'occhio la pressione della caldaia sul manometro: se scende sotto il valore indicato dal libretto (in genere tra 1 e 1,5 bar a freddo), la perdita sta scaricando il circuito
Cosa puoi sistemare tu e cosa è meglio lasciar stare
Il fai-da-te qui ha margini stretti. Se trasuda il premistoppa della valvola, una leggera stretta del dado con una chiave adatta a volte basta: un ottavo di giro, non di più, perché serrare forte spacca la tenuta e trasforma una trasudazione in un getto. Anche la valvolina di sfiato che perde si può provare a stringere con delicatezza. Tutto il resto, meglio di no.
Il motivo è che l'impianto di riscaldamento è in pressione e pieno d'acqua che, nei condomini con impianto centralizzato, arriva da colonne comuni: svitare un raccordo sbagliato significa acqua scura addosso e nell'appartamento. Sostituire valvola o detentore richiede di svuotare almeno in parte il circuito, rifare le tenute e ricaricare l'impianto sfiatando l'aria: un lavoro rapido per un idraulico, un pomeriggio di guai per chi improvvisa. E se perde il corpo del radiatore, tra gli elementi o da un punto corroso, le paste turafalle sono palliativi: quel termosifone in genere va sostituito.
Occhio alla pressione della caldaia
Una perdita al termosifone, anche piccola, si porta via l'acqua del circuito di riscaldamento. Il sintomo lo vedi sul manometro della caldaia: la pressione cala nel giro di giorni e la caldaia può andare in blocco per pressione insufficiente. Ricaricare dal rubinetto di carico riporta la lancetta a posto, ma se devi farlo spesso non è normale: stai rabboccando una perdita.
Continuare a ricaricare senza riparare, oltre che scomodo, fa male all'impianto: acqua nuova significa ossigeno e calcare nuovi in circolo, che accelerano corrosione e depositi. Se ti accorgi che la pressione scende ogni settimana, fai sistemare la perdita: costa meno di un circuito rovinato.