Spostare un lavandino o gli attacchi dell'acqua: perché non è fai-da-te
In breve: Spostare un lavandino o gli attacchi dell'acqua non è fai-da-te perché richiede di derivare tubi in pressione e riposizionare lo scarico con la pendenza giusta, quasi sempre dentro il muro. Un raccordo serrato male perde nella parete per mesi prima di farsi vedere. Al fai-da-te restano smontaggio del mobile e collegamenti dei flessibili.
Sembra un lavoretto, ma i tubi stanno nel muro
Il piano sembra ragionevole: spostare il lavandino di un metro, dove sta meglio con la nuova disposizione. In fondo si tratta di due tubi dell'acqua e uno scarico, no? Il punto è che quei due tubi sono in pressione ventiquattr'ore su ventiquattro, e per spostarli bisogna tagliarli dentro o sotto il muro, prolungarli con raccordi saldati o pressati, e richiudere tutto.
La differenza tra un raccordo fatto bene e uno fatto così così non si vede il giorno del lavoro. Si vede dopo mesi, quando la giunzione dentro la parete inizia a trasudare e la macchia di umidità compare da te o, peggio, sul soffitto del piano di sotto. A quel punto il costo non è più quello dell'idraulico risparmiato: è demolizione, ricerca perdita, ripristino e magari il rimborso dei danni al vicino.
Cosa comporta davvero lo spostamento
Ecco il lavoro visto dal lato dell'idraulico, per capire dove sta la difficoltà:
- Chiusura dell'acqua e individuazione dei tubi esistenti nel muro, evitando di forare proprio dove passano (succede più spesso di quanto si creda).
- Apertura della traccia, taglio dei tubi di carico e prolunga con raccordi a pressare o saldare, a seconda del materiale.
- Spostamento dello scarico con la pendenza corretta verso il punto di allaccio: uno scarico in contropendenza si intasa e puzza.
- Prova di tenuta in pressione prima di richiudere la traccia: il passaggio che il fai-da-te salta quasi sempre, ed è quello che evita i disastri.
- Ripristino di muratura e piastrelle, montaggio del lavandino e collegamenti finali.
La parte che invece puoi fare tu
Non tutto richiede il professionista, e ha senso dividersi i compiti per risparmiare. Smontare il vecchio mobile, liberare la parete, scegliere e montare il mobile nuovo: tutta roba tua. Anche il collegamento finale dei flessibili del miscelatore agli attacchi già predisposti e il montaggio del sifone sono operazioni da fai-da-te, con una chiave adatta e un po' di pazienza sulle guarnizioni.
Il confine è chiaro: tutto ciò che sta a valle degli attacchi a muro è terreno tuo, tutto ciò che sta dentro o dietro il muro è terreno dell'idraulico. Se l'impresa modifica l'impianto, ricordati di chiedere la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08: per uno spostamento con derivazione di tubi è il documento che certifica il lavoro a regola d'arte.