Rifare l'impianto idraulico del bagno: cosa comporta e quando serve la conformità
In breve: Rifare l'impianto idraulico del bagno significa sostituire tubi di carico e scarichi, di solito aprendo tracce in muri e pavimento: conviene quando i tubi sono vecchi, perdono o si ristruttura comunque. A fine lavori l'impresa abilitata deve rilasciare la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08.
Quando ha senso rifare tutto, e quando no
La terza perdita in due anni, l'acqua che arriva a singhiozzo, i tubi in ferro zincato che hanno più di quarant'anni: sono i segnali classici che rattoppare non conviene più. Rifare l'impianto idraulico del bagno è un intervento importante, ma farlo insieme a una ristrutturazione, quando piastrelle e rivestimenti si toccano comunque, costa molto meno che farlo da solo tra qualche anno.
Al contrario, se l'impianto è relativamente recente e il problema è un singolo tratto o un sanitario, non serve buttare giù tutto: una riparazione mirata o la sostituzione di quel tratto risolve. La valutazione onesta la fa l'idraulico guardando materiale dei tubi, età dell'impianto e storia delle perdite.
Come si svolge il lavoro, fase per fase
Un rifacimento tipico segue quasi sempre questo percorso:
- Smontaggio di sanitari e rivestimenti e apertura delle tracce in muri e pavimento fino ai vecchi tubi.
- Posa dei nuovi tubi di carico, oggi quasi sempre in multistrato, e dei nuovi scarichi in polietilene o polipropilene con le pendenze corrette.
- Prova di tenuta: l'impianto viene messo in pressione e controllato prima di chiudere le tracce. È il passaggio che non va mai saltato.
- Chiusura delle tracce, impermeabilizzazione della zona doccia, posa dei rivestimenti e montaggio dei sanitari.
- Tempi indicativi: la sola parte idraulica richiede in genere due o quattro giorni; il bagno completo, tra demolizioni, posa e finiture, due o tre settimane.
La dichiarazione di conformità: quando serve e perché conta
Qui la risposta è netta: per il rifacimento o la trasformazione dell'impianto idrico serve un'impresa abilitata, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08. Non è un pezzo di carta qualsiasi: attesta che l'impianto è fatto a regola d'arte, ti serve in caso di vendita della casa, di danni al vicino, di pratiche con l'assicurazione e per accedere alle detrazioni fiscali quando spettano.
Diffida di chi propone il lavoro completo senza rilasciarla: o non è abilitato, o sta risparmiando sulle spalle tue. Conserva la dichiarazione insieme agli schemi dell'impianto e alle foto delle tracce aperte prima della chiusura: quelle foto, tra dieci anni, varranno oro per qualsiasi intervento futuro. Per le detrazioni fiscali sui lavori, le regole cambiano spesso: verifica sempre con il tuo commercialista o un CAF cosa spetta nel tuo caso.